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Fatta eccezione per Saint Occaecat Cupidatat Non Proident, sunt in culpa qui officia deserunt mollit anim id est laborum.

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Un nuovo Centro visitatori per l'80° anniversario dell'ONU a Ginevra
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In occasione della Giornata delle Nazioni Unite,

incontro con Ivan Pictet, iniziatore e presidente della Fondation Portail des Nations.

Dalla sua carriera nella finanza internazionale al suo impegno di lunga data per la Ginevra internazionale, ripercorre la genesi di un progetto unico: fornire all'ONU Ginevra un nuovo Visitor Center, un luogo immersivo e aperto a tutti per comprendere il ruolo e l'azione delle Nazioni Unite a Ginevra e, oltre a ciò, i meccanismi di governance globale.

Lei è l’ideatore del concetto Portail des Nations. Da dove nasce il suo interesse per l’ONU ?

Durante la mia carriera nel mondo della finanza, ho dedicato molto tempo a riflettere su ciò che accade nel mondo. Il mio incontro con l’ONU ?

Ho presieduto il comitato di investimento del Fondo pensione delle Nazioni Unite a New York e diverse organizzazioni economiche a Ginevra, senza dimenticare il mio impegno per oltre

vent’anni alla guida della Fondation pour Genève. Queste esperienze mi hanno dato l’opportunità di valutare l’importanza della presenza dell’ONU e le sue ramificazioni per Ginevra e la Svizzera. A queste si aggiungono istituzioni come il CICR, il CERN, l’OMC o il WEF, che contribuiscono in modo significativo al loro prestigio.

Esse forgiamo la reputazione mondiale di Ginevra, culla dei diritti umani, luogo di dialogo e di pace.

Quando e perché ha deciso di creare il Portail des Nations ?

Ho spesso pensato che a Ginevra mancassero spazi pubblici dedicati alla comprensione della governance mondiale. È stato nel 2008 che ho iniziato a immaginare, insieme all’ex direttore dell’istituto HEID Philippe Burrin, all’ex direttrice della Fondazione per Ginevra Tatjana Darani, all’architetto Charles Pictet e al film produttore Olivier Pictet, un luogo di apprendimento e di incontro, vicino alla Place des Nations, dove diplomatici, i funzionari internazionali e gli studenti potessero ritrovarsi, bere un drink o mangiare un panino sull’erba, con un chiosco e schermi che trasmettessero in diretta ciò che accade nel mondo. La mia idea ha finalmente attirato l’attenzione dell’ONU, che mi ha proposto di svilupparla all’interno del suo campus del Palais des Nations. L’ambizione di creare un nuovo tipo di centro visitatori dell’ONU a Ginevra mi è piaciuta e mi sono lanciato. Era il 2017. Ci sono voluti due anni per sviluppare un concetto e ottenere il via libera dagli Stati membri dell’ONU, e poco più di sei anni per arrivare al risultato finale.

Ginevra ospita la più grande concentrazione di organizzazioni internazionali e missioni diplomatiche al mondo. Rimarrà quel luogo in cui le persone parlano tra loro per trovare soluzioni?

Penso di sì. Ginevra ha un ruolo da svolgere. La sua importanza aumenta quando il mondo va male. In questo contesto, la Svizzera deve mantenere la rotta: rimanere il più possibile fuori dai conflitti e offrire i suoi buoni uffici. Lo si vede nell’ambito dell’ONU : nella sede di New York, i paesi si scontrano su questioni gravi che attirano tutta l’attenzione, mentre a Ginevra i rappresentanti di questi stessi paesi lavorano insieme per trovare soluzioni a molteplici problemi vitali per il buon funzionamento delle nostre società.

In un momento in cui l’umanità fatica a trovare un equilibrio tra le promesse della scienza e delle innovazioni tecnologiche e la necessità di affrontare le minacce che gravano sui diritti delle persone alla sicurezza e alla privacy, mi sembra più essenziale che mai offrire l’opportunità di comprendere come funziona la governance mondiale.

La realizzazione del progetto del Portail des Nations è il risultato di un processo durato circa quindici anni. Come ha visto evolversi la Ginevra internazionale in tutto questo tempo ?

A livello svizzero, mi rendo conto che le autorità federali e ginevrine sono molto più attive rispetto a quando abbiamo lanciato il progetto.

Sono consapevoli che la politica estera della Svizzera è condotta in gran parte da Ginevra. Una presa di coscienza benvenuta. Negli ultimi tre decenni, Ginevra ha conosciuto uno sviluppo senza precedenti. Ho potuto osservare una nuova dinamica di leadership alla guida delle organizzazioni internazionali e una vera cooperazione tra le agenzie dell’ONU, che ha reso l’azione sul campo più concertata ed efficace.

E che dire del futuro dell'ONU a Ginevra?

Qualunque siano i contorni di una nuova governance mondiale, Ginevra rimarrà il centro della diplomazia.

È innegabile che il futuro dell’ONU sia strettamente legato alla buona volontà dei suoi Stati membri. L’ordine mondiale sta cambiando radicalmente verso quella che gli esperti definiscono una nuova realtà multipolare. Tuttavia, il ruolo di cooperazione internazionale svolto da Ginevra rimane intatto. Oggi non esiste in nessun altro luogo questa diversità e concentrazione di esperti di cui beneficiamo.

Qualunque siano i contorni di una nuova governance mondiale, Ginevra rimarrà il centro della diplomazia. Il bisogno di dialogare continuerà ad esistere, anche senza la possibilità immediata di trovare un accordo. Il multilateralismo finirà per imporsi nuovamente, probabilmente in una forma evoluta. Le condizioni quadro offerte dalla Confederazione e dal Cantone rimarranno determinanti.

La nostra concezione di neutralità, attualmente in fase di ridiscussione, dovrà rassicurare tutte le nazioni. Questa neutralità rimane il principale vantaggio del ruolo di mediazione da cui dipende la Ginevra internazionale.

L’apertura del futuro Portail des Nations avrà un impatto sull’attrattiva di Ginevra ?

È questa la nostra ambizione e il futuro lo dirà. Una cosa è certa: Ginevra si dota di due nuove infrastrutture dedicate interamente all’educazione del grande pubblico, il Portale della Scienza al CERN e il Portail des Nations all’ONU di Ginevra. A ciò si aggiunge il Museo della Croce Rossa, in piena tras- formazione. L’attrattiva turistica di Ginevra trarrà sicuramente beneficio da queste infrastrutture e da queste offerte uniche al mondo per i temi trattati. Spetterà ai ginevrini cogliere l’occasione e dimostrarsi innovativi per “vendere” Ginevra come destinazione attraente.

Benvenuti al Portail des Nations
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80 anni dopo la firma della Carta delle Nazioni Unite, a Ginevra si svela un nuovo spazio di apprendimento

Un nuovo luogo per rendere il multilateralismo accessibile a tutti Nonostante il contesto globale difficile, le nazioni continuano a riunirsi a Ginevra per affrontare conflitti, contrastare il cambiamento climatico, rispondere alle crisi sanitarie ed economiche, e far fronte alle immense sfide derivanti dalle trasformazioni tecnologiche.

Ma come funziona davvero questo sistema – questa cosa che chiamiamo multilateralismo? Chi prende le decisioni, e in che modo queste influenzano le nostre vite?

È per rispondere a queste domande che la Fondation Portail des Nations sta costruendo il Portail des Nations: un luogo – aperto a tutte e tutti – per capire come funziona la cooperazione internazionale e come essa modella il nostro futuro comune.

Un gesto forte per l’ONU Ginevra, un invito ad apprendere e comprendere
Attualmente il Portail des Nations è in costruzione all’ingresso del Palais des Nations di Ginevra – la sede europea delle Nazioni Unite. Fin da ora, potete
seguire l’avventura online. E da marzo 2026, potrete vivere quest’esperienza di persona, grazie a un percorso immersivo e interattivo.

Chiunque siate, da qualunque luogo proveniate, qualunque sia il vostro percorso, il Portail des Nations vi invita a familiarizzare con i fondamenti del
multilateralismo – la sua storia, il suo funzionamento, i suoi attori, i suoi successi, le sue sfide e soprattutto il suo impatto sulla nostra vita quotidiana.

Perché è importante ?

Perché le decisioni prese – o non prese – nei grandi incontri internazionali ci riguardano tutti.

Condizionano il nostro diritto a un ambiente sano, all’accesso alle cure, all’istruzione o a condizioni di lavoro dignitose. Influenzano il modo in cui proteggiamo i nostri diritti individuali, le nostre comunità e la biodiversità. Rappresentano la strada verso la pace.

Se vogliamo partecipare alle discussioni che plasmano il nostro futuro, dobbiamo prima di tutto capire come funziona tutto questo. Chi siede al tavolo. Quali sono le poste in gioco. E perché, nonostante le sue imperfezioni, la cooperazione internazionale resta la nostra migliore possibilità di fronte alle sfide globali.

Capire è già agire. E agire insieme significa progredire.

Noi, popoli delle Nazioni Unite, risuona oggi, nel contesto attuale, con una forza più grande che mai.

Ottant’anni fa, in un mondo segnato dalla guerra, i Paesi si sono uniti attorno a un’idea semplice ma potente: che il dialogo, la cooperazione e delle regole comuni siano preferibili al conflitto.

Così è nata l’Organizzazione delle Nazioni Unite – e la sua Carta continua ancora oggi a ispirarne l’azione.

Con i suoi 193 Stati membri, l’ONU rimane lo strumento più universale della diplomazia multilaterale e della cooperazione internazionale.

Certo, non è perfetta, ma può migliorare – è come noi: unica, complessa, a volte incoerente, spesso criticata, ma indispensabile. Riflette le tensioni, le aspirazioni e le contraddizioni dell’intera umanità.

Far parte di qualcosa di molto più grande

Unisciti a noi fin da oggi! Iscriviti alla nostra newsletter e seguici sui social. Scoprirai il dietro le quinte di questo progetto unico, le fasi della sua realizzazione, e tanti approfondimenti sugli attori e i temi del multilateralismo a Ginevra.


E da marzo 2026, vieni a vivere in prima persona l’esperienza al Palais des Nations a Ginevra. I biglietti saranno disponibili a partire dalla fine di settembre 2025. Non perdere l’occasione di immergerti in questo universo sin dai primi giorni.

Apriamo insieme il Portail des Nations.

Tatjana Darani

Direttrice esecutiva

Fondazione Portail des Nations

L'obittivo comune : La Pace
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Dimentichiamo per un attimo le nostre paure sullo stato del mondo, non sono né utili né costruttive. La constatazione delle disfunzioni del sistema delle Nazioni Unite esiste da diversi decenni. Eppure, questo sistema, imperfetto, è sopravvissuto all’immediato dopoguerra, alla Guerra fredda
e al mondo dopo l’11 settembre 2001. Non è escluso che questo sistema resista anche alle tensioni attuali. In fin dei conti, la natura della sua resilienza non ci è nota.

Ciò non significa tuttavia che noi, la maggioranza silenziosa, accettiamo passivamente il sistema a disposizione rinunciando a uno migliore, più adatto
all’epoca che viviamo.

Si parla ovunque di crisi del multilateralismo. Può darsi. Ma non è il multilateralismo in sé a essere in crisi, ma la sua forma, che tuttavia sta evolvendo. A
dire il vero, il multilateralismo si è già adattato, è cambiato considerevolmente, si reinventa ogni giorno, sotto i nostri occhi.
Procede per esclusioni, auto-esclusioni e nuove inclusioni. Ritorna a forme consuete di relazioni tra governi e invita la società civile e il settore privato a compartecipare ai processi decisionali. Il recente
contesto dei negoziati su un trattato mondiale sulla plastica mette in evidenza le difficoltà incontrate, ma provoca una presa di coscienza molto ampia.

Avviato dalle Nazioni Unite diversi anni fa, il processo sembra di una lentezza estrema. Sarebbe utile mantenere un’analisi più fine e granulare. Se da un lato il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è bloccato, diviso, dall’altro l’Assemblea Generale non ha necessariamente perso la sua ragion d’essere; la sua rivitalizzazione potrebbe passare attraverso compiti più specifici o riflessioni sullo stato e sulle visioni del futuro del mondo. Potrebbe essere una delle chiavi per ripensare il sistema delle Nazioni Unite? Quanto alle agenzie delle Nazioni Unite, almeno quelle con sede nella regione di Ginevra, esse mostrano segni di vitalità e di successo innegabili. Il trattato contro le pandemie, negoziato all’OMS in piena crisi di bilancio, ne è un esempio recente.

Il grande disordine attuale è molto probabilmente solo temporaneo. Prima di parlare di rifondazione del sistema onusiano, non dovremmo rivolgere uno sguardo più costruttivo al bilancio delle agenzie delle Nazioni Unite (uno dei pilastri della Ginevra internazionale), della società civile nazionale e transnazionale, dei settori privati nazionali e transnazionali? Certo, alcune di esse potrebbero subire cure dimagranti, dolorose ma forse necessarie per accrescerne efficacia ed efficienza. Altre potrebbero continuare il loro lavoro come già fanno oggi. Altre ancora potrebbero essere riformate in profondità.

In ogni caso, la Ginevra internazionale, chiamata a
reinventarsi, potrebbe – di fatto, rimanere – il centro della governance settoriale, delle riflessioni e delle politiche integrate, il luogo dove si discutono le questioni climatiche e dei diritti umani, la salute globale e il commercio, così come altri temi cruciali, e dove le decisioni vengono prese nell’interesse generale, perseguendo un obiettivo comune: la pace.

In effetti, non sarebbe forse questo lavoro, al tempo stesso settoriale e integrato, il minimo denominatore comune e nello stesso tempo il valore aggiunto più grande di Ginevra, come luogo in cui si elaborano la pace e la cooperazione tra le nazioni e tra gli attori non statali? Il grande vantaggio comparativo di Ginevra rimane la sua densità e la sua diversità di attori e di organizzazioni che trattano questioni chiave per la pace e per il futuro del nostro
pianeta: salute, clima, diritti umani, questioni umanitarie, lavoro, così come commercio, proprietà intellettuale, norme e telecomunicazioni.

Quale posto al mondo sarebbe meglio collocato di Ginevra per diventare il centro nevralgico del dialogo e della governance sulla delicata questione della regolazione delle intelligenze artificiali? Della regolazione dello spazio celeste? L’organizzazione internazionale più adatta e meglio equipaggiata per accoglierla esiste già, perché reinventarla? Al contrario, bisognerebbe accrescerne le risorse e l’influenza.

E se è possibile immaginare che alcune istituzioni
internazionali hanno fatto il loro tempo, sarebbe
altrettanto utile immaginare altri scenari. Uno fra gli altri potrebbe ispirarsi all’arte giapponese del Kintsugi, che restaura oggetti rotti mettendo in valore le riparazioni con giunture d’oro. Un’arte che non mira a dissimulare i difetti, ma piuttosto a trasformarli in elementi estetici e a raccontare la storia dell’oggetto. Non sarebbe saggio restaurare con cura, senza gettare o calpestare tutto ciò che è stato compiuto? Non imbalsamare, ma al contrario iniettare un dinamismo nuovo in istituzioni i cui principi fondamentali sono sani e mirano all’interesse globale.

Qualsiasi cosa avvenga, ricordiamo che Ginevra fu la culla del primo internazionalismo, la Società delle Nazioni; è stata la culla dell’internazionalismo e dei multilateralismi della seconda metà del XX secolo e del primo quarto del nostro secolo. Dispone del know-how, delle competenze, delle reti, della densità, della diversità, del rispetto per l’altro e di una tradizione svizzera di dialogo. Risorse preziose, che sarebbe molto costoso riprodurre altrove.

Ginevra è ben posizionata per ridiventare la culla dell’internazionalismo e del nuovo multilateralismo. Un multilateralismo pragmatico, aperto, inclusivo e rispettoso, basato su un minimo comun denominatore fondamentale: lavorare per migliorare la condizione di vita dell’uomo sul nostro pianeta. Migliorare la condizione umana significa pace.

Il Portail des Nations, il nuovo centro visitatori delle Nazioni Unite a Ginevra, aprirà le sue porte nel marzo 2026. Senza compiacenze e con un proprio percorso immersivo, proseguirà la riflessione sulle vere sfide di un multilateralismo reinventato.

Ivan Pictet

Presidente

Fondazione Portail des Nations

Rassegna stampa

Le Temps
Ginevra è in una buona posizione per diventare ancora una volta la culla del nuovo multilateralismo e per promuovere la pace.
NZZ
Ein Möglicher Ort für den Grossen Ukraine-Cipfel: Was genau ist eigentlich das Internationale Genf?
AGEFI
Lo spirito di Ginevra, bussola per un nuovo multilateralismo
IL SOLE
L'ONU di Ginevra lancia la creazione del Portale delle Nazioni
Nuova vetrina dell'ONU a Ginevra
Una nuova finestra per l'ONU a Ginevra, il Portale delle Nazioni è sulla buona strada
Ginevra internazionale
Semaforo verde per il Portale delle Nazioni